Il Pezzotto che cos’è. IPTV è la stessa cosa. Differenze e spiegazioni semplici sui “Boss” dello streaming pirata

La battaglia per annientare la pirateria online si fa sempre più serrata. Sembra che l’attuale governo ne abbia fatta una guerra personale. O forse così vuole far credere per compiacere le multinazionali dello streaming e tenere buoni gli animi. In ogni caso la pirateria è un male molto infimo e insidioso. Qualunque siano le ragioni alla base, la lotta ai pirati è sempre sacrosanta.

Il vero motivo di questo articolo tuttavia non è quello di appioppare l’ennesimo sermone sotto dettatura sui dati e le statistiche relative ai danni che il “Pezzotto” reca all’industria dell’intrattenimento.

Lo scopo è fare chiarezza su molti termini che spesso vengono citati a caso proprio perchè chi scrive di questi argomenti non ha la competenza e la conoscenza per farlo.

Spesso infatti viene confusa la tecnologia lecita dell’IPTV con quella che non è neppure una tecnologia del “Pezzotto”. Il Pezzotto infatti non vuol dire nulla. E’ solo una parola molto partenopea e molto sintetica che nel linguaggio colloquiale sta ad intendere l’utilizzo di un servizio illegale per “gabbare” le autorità che dovrebbero controllare affichè tutti i cittadini utilizzino i servizi in abbonamento legali. Dietro il “pezzotto” ovviamente c’è la vendita di un servizio. Ma non si compra il “pezzotto”. Si compra altro. E ora lo scopriremo.

Cos’è un servizio IPTV

IPTV, acronimo di Internet Protocol Television è una tecnologia ormai da molto tempo presente sul mercato che permette di guardare la televisione su Internet. Il concetto non è diverso dalla televisione con l’antenna sul tetto per vedere i canali del digitale terrestre o l’antenna parabolica per vedere le Pay Tv.

Quindi l’IPTV non è nulla di illegale. E’ una tecnologia perfettamente lecita.

Perchè l’IPTV viene sbandierata come il male assoluto?

L’IPTV non è illegale di per se, ma ovviamente è una tecnologia che tutti possono usare e a questo punto illegale diventa l’uso che se ne fa.

Molto semplicemente. l’IPTV è una lista di canali accessibili via Internet. Se ad esempio Sky decidesse di creare una lista dei suoi canali e inserirli in una lista IPTV e poi venderla, non ci sarebbe nessun problema. Sky ha il diritto di vendere i suoi contenuti come vuole.

Il problema gigantesco dell’IPTV pirata risiede nel fatto che organizzazioni criminali raccolgono in una lista IPTV tutti, ma proprio tutti, ma davvero proprio tutti i canali televisivi. Sia i canali televisivi gratuiti che quelli a pagamento. Quindi non solo i canali di Sky e Dazn, ma di qualsiasi operatore presente in Italia.

C’è di più. La lista IPTV può raccogliere non solo i segnali streaming live, ma anche i contenuti on demand. Questo significa che le liste IPTV piratate contengono anche tutti i film, le Serie TV e Show TV presenti nei cataloghi dei principali network del settore: Netflix, Disney +, Amazom Prime Video, ecc.

Perchè l’IPTV si è diffusa così tanto nel mercato dello streaming?

Il precedente paragrafo può avere già fatto intuire la risposta. Tutti i contenuti presenti sul mercato in una sola lista. Senza dover sottoscrivere decine di abbonamenti diversi.

Questo però non basta. Il punto più importante è il prezzo. Mediamente il costo di un mese richiesto dalle organizzazioni criminali per vedere la lista IPTV è di 10 euro. Tuttavia considerando la rete dei reseller è possibile trovare anche abbonamenti mensili a 5 euro. Soprattutto se si decide di acquistare una lista IPTV con un abbonamento annuale.

Altro punto di forza della lista IPTV – in generale – sia lecita che illecita, è la facilità di funzionamento e configurazione. Per far funzionare la lista IPTV e quindi vedere i suoi contenuti è sufficiente scaricare un player che permetta di riprodurre le liste IPTV. Ogni Store presente sui nostri dispositivi ha decine di scelte.

In parole semplici: Acquisto la lista. Scarico il player. Inserisco la lista sul player e vedo ogni cosa io desideri.

Dove trovare le liste IPTV pirata?

Ovviamente qui non indicheremo nessun link diretto da dove possiate acquistare questo servizio illegale. Ma non è colpa nostra se con una semplice ricerca su Google si possono trovare negozi online che vendono il servizio. Lo stesso vale per certi social network come telegram o forum.

Insomma. E’ davvero semplice.

Quali sono i rischi ad usare un servizio IPTV illegale?

I rischi sono molti, soprattutto e in particolare per chi vende questo servizio. Ci sono diversi articoli del codice pensale che regolano questa fattispecie di reato e non vogliamo qui sostituirci alle autorità. Se tuttavia la diffusione del servizio IPTV è così ampia dipende dal fatto che è molto difficile poi risalire ai responsabili, poichè spesso si nascondono dietro prestanome e/o conti correnti e società ubicate all’estero. Insomma, sanno il fatto loro.

E l’utente cosa rischia? In teoria anche l’utente rischia parecchio. Soprattutto sanzioni amministrative, multe in parole povere. Va detto per onestà che poi è difficile provare che quel servizio IPTV è stato effettivamente comprato e utilizzato. Soprattutto se l’utente utilizza un servizio VPN (virtual private network) che oscura i nostri dati (il provider non può sapere dove abbiamo utilizzato i 100 giga, potrebbe essere youtube). In più molto spesso chi acquista questi servizi si premura di farlo con pagamenti in criptovalute, rendendo il tracciamento del pagamento quasi impossibile da individuare e dimostrare.

Il Pezzotto che cos’è? Che differenza c’è con l’IPTV

Abbiamo già anticipato all’inizio di questo articolo che il pezzotto non è uno strumento tecnico esistente. E’ solo un modo colloquiale per esprimere l’uso di un servizio IPTV.

Per capirne le origini è sufficiente conoscere che l’espolosione del fenomeno della TV illegale tramite IPTV si è diffuso in Campania, in particolare a Napoli, anche se ora è diffuso in tutta Italia. La gente del posto per sintetizzare la volontà di acquistare un servizio che permettesse di guardare lo sport a pochi euro si è inventata con la classica invettiva straordinaria della gente del sud che sintetizza bene il senso: “U pezzotto“. Un pezzo da 10 euro per avere il calcio quasi gratis. In sintesi.

In più agli arbori del fenomeno dell’IPTV, assieme alla lista che abbiamo imparato a conoscere veniva affiancato anche un decoder sulla quale veniva inserita la lista e con un telecomando in dotazione si aveva un vero proprio sistema pirata casalingo. Il pezzotto quindi è anche un modo per sostituiri “Il pezzo di decoder da installare”.

Oggi come detto la tecnolgia si è talmente diffusa che l’uso di un decoder fisico è obsoleto. E’ sufficente un player in grado di leggere la lista IPTV.

Conclusioni

Ora sappiamo che quando sentiamo parlare di lotta al pezzotto in realtà stiamo ascoltando un argomento che riguarda la tecnologia dell’IPTV. Sappiamo che IPTV non è sinonimo di illegalità.

A breve altri articoli che spiegheranno con termini semplici, papali papali, un fenomeno – quello dello streaming – sempre più diffuso e sulla bocca di tutti.

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